UVA DA VINO

Varietà Primitivo e Lambrusco 

Primitivo:

Il primitivo è un vitigno che dà uva dagli acini neri. Il suo nome deriva dal fatto che la pianta fiorisce in anticipo e i suoi grappoli maturano precocemente rispetto ad altri tipi di vite. La raccolta delle uve si fa quindi tra la fine di agosto e i primi di settembre. Per crescere bene vuole terreni argillosi e calcarei. È un tipo di vite che dà grandi quantità di uva ogni anno. Ha il difetto di essere poco resistente al marciume e alle brinate primaverili e per questo motivo è molto diffuso in Puglia, dove il clima è caldo e secco. Ha d’altro canto il vantaggio di sopportare abbastanza bene malattie pericolose per la vite come oidio e peronospora.

Il vino che si ricava dal primitivo è secco, di circa 14 gradi, robusto, corposo. Il colore è molto particolare: rosso denso, scuro, impenetrabile, con sfumature viola. Questa carica cromatica importante, come la chiamano i sommelier, è propria del vitigno, ricco di sostanze coloranti, ma è data anche dal clima. Sì, perché il terreno tende a dare acini più ricchi di elementi coloranti soprattutto nelle zone in cui gli sbalzi di temperatura fra la notte e il giorno sono alti. Il vino ottenuto dal primitivo dà sempre intensi profumi di frutta, soprattutto ciliegia e prugna. Va sorseggiato con calma, per consentire al suo profumo di cambiare lentamente. Se lo si lascia, infatti, qualche minuto nel bicchiere, questo vino tende a rilasciare profumi di spezie. In bocca deve essere leggermente asprigno ma allo stesso tempo avere una buona morbidezza, non data dal residuo zuccherino, cioè dagli zuccheri non trasformati in alcol presenti nel vino, ma dalla polpa, cioè la consistenza del liquido e dalla forza alcolica.

 

Lambrusco:

Vitigno molto vigoroso, dotato di buona fertilità, produce in modo abbondante e costante.

Potenziale enologico: fornisce prodotti ricchi di antociani, amabili e frizzanti, spesso vinificato insieme ad altri Lambruschi.

Il Lambrusco Maestri è un vitigno a bacca rossa e fa parte della grande famiglia dei Lambruschi, appartenenti alla Vitis Vinifera. Storicamente coltivata in Emilia, e negli ultimi anni anche in qualche zona del Meridione, è apprezzata per la sua resistenza. I Romani ne ottenevano già all’epoca vini vivaci e freschi, da speziare e rendere ancora più aromatici.

In particolare il sottotipo del vitigno Lambrusco maestri si presenta con grappoli di medie dimensioni a forma cilindrica, con densità media, alati. Le bacche sono anch’esse di medie dimensioni, sferiche e con abbondante pruina sulle bucce coriacee, leggermente acide, il che le rende ottime nella produzione di vino frizzante. Il vitigno è apprezzato per la sua ottima vigoria e resistenza, oltre all’adattabilità a quasi tutte le condizioni pedo-climatiche della penisola. È inoltre un vitigno molto fertile, espanso e molto rigoglioso. La sua preferenza è per i climi freschi e umidi, ma non tollera eccessivamente le zone più secche. Il Lambrusco Maestri è spesso vinificato in purezza, ma anche in assemblaggio, e apporta molto colore grazie alla grande presenza tannica e di coloranti nelle bucce e nei vinaccioli. I vini sono semplici ma freschi e vivaci, da bere giovani molto spesso nella versione frizzante naturale. Le profumazioni sono gradevoli e fruttate, mentre l’acidità naturale fornisce gusti secchi e dissetanti. Gli abbinamenti sono i più vari, e il Lambrusco può essere abbinato ad antipasti di salumi e formaggi freschi o con i primi semplici al sugo.